Vip e abusi edilizi a Roma, Barbara d’Urso e Dejan Stankovic coinvolti

![]()
Tra i protagonisti dell’abusivismo edilizio romano, compare anche qualche vip nostrano, che pur di allargare la propria dimora o di avere un appartamento a due passi dal Colosseo, ha contravvenuto alle norme edilizie del Comune di Roma, sperando in un futuro condono. Più di 12 mila abusi, molti dei quali a opera della Roma che conta; star della tv, calciatori, preti, avvocati, imprenditori, tutti implicati nella costruzione di strutture fuorilegge, in barba ai vincoli stabiliti dal Campidoglio. Così tra i vari nomi spuntano anche quello di Barbara d’Urso e del calciatore Dejan Stankovic, due delle star implicate, a modo loro, in questo lento e inesorabile degrado della città eterna.
L’abusivismo edilizio è uno dei mali dell’Italia moderna, e la capitale figura tra le prime vittime di questo triste degrado, perpetrato, il più delle volte, da figure di spicco dell’alta borghesia e imprenditoria italiane. Nei giorni scorsi la procura di Roma ha sequestrato 5000 domande di condono fuori termine e non notificate, negli archivi della Gemma s.p.a., società privata incaricata dal comune di Roma di valutare le richieste di condono.
Si tratta di due cd contenenti un elenco di 12.315 costruzioni, tutte abusive, con tanto di immagini e nomi dei proprietari. Le strutture in questione non rientrano in quelle condonabili, perché violano i termini della legge 326/2003, che stabiliva la possibilità di sanare esclusivamente gli abusi ultimati prima del 31 marzo del 2003.
Non bisogna stupirsi se tra i tanti abusivisti della capitale, spunta anche qualche vip, come la conduttrice di Pomeriggio Cinque, Barbara d’Urso o il calciatore dell’Inter Dejan Stankovic, ai quali si aggiungono noti imprenditori romani, quali Francesco Caltagirone, gli Angelucci, proprietari di varie cliniche private ed editori di Libero e il Riformista e il modenese Luigi Cremonini, che ha messo su una mega terrazza attrezzata che affaccia sulla fontana di Trevi.
L’alta borghesia capitolina non si lascia intimidire da leggi e restrizioni, e pur di avere una piscina più grande o una dependance di lusso, invade i parchi storici della capitale, che rischiano così di scomparire sotto colate di cemento. La via Giustiniana, col circostante Parco di Veio, vince il titolo di strada più abusata di Roma, seguita dall’Appia Antica, da Decima Malafede, Marcigliana, Bracciano Martignano, Tenuta di Acquafredda, e tante altre.
Sul banco dell’accusa anche istituti religiosi, Figlie del Sacro Cuore di Gesù e Suore Ospedaliere della Misericordia per citarne un paio, e rinomati club della Roma bene, come il Parco de’ Medici sporting club, il country club Gianicolo e la discoteca Chalet Europa, nel parco di Monte Mario. Incredibilmente nell’elenco di abusivi compare lo stesso Comune di Roma, sia con aziende di servizio, come l’Ama, l’Acea, sia autonomamente, infrangendo in tal modo la propria normativa, con la speranza di ‘autoinoltrarsi’ domanda di condono.
E proprio il Comune Di Roma, guidato dal 2008 dall’amministrazione Alemanno, è da lungo tempo a conoscenza della lista di abusi perpetrati a danno della capitale; e la beffa è che sono stati gli stessi abusivi ad aver informato il Campidoglio delle modifiche, inoltrando domande di condono, un’arma importantissima, attraverso la quale l’amministrazione avrebbe potuto eliminare questi scempi edilizi o almeno acquisirli, con non pochi risvolti economici per le casse comunali. Ma dal marzo scorso il Campidoglio non ha notificato nessun atto e i deturpamenti a danno della capitale continuano a rimanere lì dove sono.
ven 11/03/2011 da Anna Sollazzo




![Donna Summer morta, ci ha lasciato la regina della disco music anni '70 [VIDEO]](http://static.tuttogratis.it/143X93/gossip/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2012/05/donna-summer-morta-132x99.jpg)













Abuso edilizio contro le amministrazioni inerti
Il risarcimento del danno da ritardo: l’art. 2 bis della legge 241/1990 introdotto dalla legge 69/2009.
Silenzio. Silenzio assoluto. Se è la condizione ideale per una sala dove si tiene un concerto, non lo è invece nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione. E così la legge del giugno scorso 69/2009 stringe il torchio nei confronti dell’amministrazione inerte e la costringe a pagare. Se il tempo ha un valore economico allora anche la p.a. ne deve prendere atto.
L’art. 2 bis della legge 241/1990 -introdotto dall’ art. 7 c) legge 69/2009- prevede l’obbligo di risarcimento a carico delle p.a. -e dei soggetti privati preposti all’esercizio di attività amministrative- del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’“inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento”.