Compleanno Michael Jordan, tutti i segreti della leggenda del basket

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Il mondo dello sport ci ha regalato tanti campioni, che ci hanno fatto appassionare, emozionare, commuovere con le oro imprese. Ma anche tra i fuoriclasse, ce ne sono alcuni che svettano più di altri, che segnano uno spartiacque, un prima e un dopo il loro avvento sui campi sportivi: lo è stato ad esempio Diego Armando Maradona nel calcio, ancora oggi un talento inarrivabile. E lo è stato sicuramente Michael Jordan, che ha rivoluzionato la pallacanestro con il suo inimitabile stile di gioco. Michael Jordan ha appena compiuto 48 anni, ed è ancora oggi uno degli sportivi più amati di sempre, e abbiamo deciso di celebrarlo ripercorrendo la sua carriera, e svelandone qualche piccolo segreto.
Da Rookie ad All Star

Dopo un’ottima carriera alla University of North Carolina at Chapel Hill, dove guidò i Tar Heels alla vittoria del campionato nazionale NCAA nel 1982, Michael Jordan è entrato nell’NBA nel 1984 con i Chicago Bulls, squadra con cui vincerà ben sei titoli, con due ‘Three Peat‘, ovvero vincendo tre titoli consecutivamente per due volte, dal 1991 al ‘93, e dal ‘96 al ‘98. Michael Jordan fu votato come All Star nella sua prima stagione professionistica, e da rookie, ovvero esordiente, attirò talmente tanto l’attenzione dell’opinione pubblica, che molti campioni veterani cominciarono a soffrirne, tanto che alcuni giocatori si rifiutarono di passargli la palla durante una partita di All Star.
Michael Jordan diventa leggenda

La sua apparizione sul parquet fu uno shock, a causa di uno stile esplosivo che avrebbe rivoluzionato la pallacanestro negli anni Ottanta e Novanta: alla sua prima stagione, ebbe una standing ovation da avversario al Madison Square Garden di New York contro i Knicks, tanto per dirne una. Il soprannome Air Jordan gli fu data ad uno uno Slam Dunk Contest, una gara di schiacciate, dove ne realizzò una saltando dalla linea del tiro libero. Dopo il suo avvento fu persino cambiata una regola di gioco, permettendo ad un cestista di fare un passo in più se era in fase di tiro, palleggio o di elevazione. Non è un caso se sul sito dell’NBA c’è scritto: ‘Per acclamazione, Michael Jordan è il più grande cestista di tutti i tempi‘.
Vita da star

Il successo di Jordan travalica i confini dello sport: diventa un eroe di videogiochi a lui dedicati, partecipa a film, nascono prodotti che portano il suo marchio, come la mitica linea di scarpe Air Jordan. Nel 2010 solo con i diritti di sfruttamento della sua immagine ha guadagnato 40 milioni di dollari. Meno fortunata la sua vita privata, con un divorzio da 168 milioni di dollari, entrato nella classifica dei dieci più costosi di sempre, secondo una classifica redatta dalla rivista Forbes, e la tragica morte per omicidio del padre, che lo condusse al suo primo ritiro da campi di pallacanestro
Tentativi di rinascita: il baseball

‘Voglio dimostrare di poter primeggiare anche in un’altra disciplina‘: con queste parole Jordan tenta di sfondare in un’altra disciplina sportiva, il baseball, in memoria del padre che era un grande appassionato di questo sport. Ma i risultati ottenuti furono modesti, e dopo un anno e mezzo Jordan ritorna sui parquet di basket.
Il ritiro definitivo

Dopo aver vinto altri tre titoli con i Bulls, Jordan annuncia il suo secondo ritiro, dedicandosi al suo secondo sport preferito, il golf, ed alla gestione di un’altra squadra di pallacanestro, i Washington Wizards: a sorpresa nel 2001 torna a giocare proprio con i Wizards, e ci resterà fino al 2003, quando arriva il terzo e definitivo ritiro. Durante la sua ultima partita avviene una standing ovation di tifosi, giocatori e addetti ai lavori, che costringe gli arbitri a interrompere più volte la partita, mentre sugli spalti si eleva il grido ‘We Want Mike!‘.
Che altro dire su una delle massime leggende sportive di tutti i tempi? Oltre fargli i nostri auguri virtuali, ci piace ricordarlo con la frase che un altro grande campione di basket, Larry Bird, disse di lui dopo averlo affrontato da avversario in una partita in cui Michael realizzò ben 63 punti: ‘Penso sia Dio travestito da Michael Jordan‘.
Ecco il video della prima partita di Jordan al Madison Square Garden
L’ultimo tiro di Michael Jordan nel 1998
Spot di Michael Jordan con Larry Bird
lun 21/02/2011 da Giulio Ragni

















