Caso Marrazzo, Natalie e quattro carabinieri presto a processo

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C’è voluto un anno e mezzo per avere una svolta nelle indagini sul caso che ha travolto Piero Marrazzo, quando l’allora governatore della Regione Lazio venne sorpreso nell’appartamento di un trans da tre carabinieri infedeli, ma finalmente la Procura di Roma ha depositato gli atti per chiedere il rinvio a giudizio di alcuni dei protagonisti di quella torbida vicenda: otto persone in tutto, ovvero i quattro carabinieri Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburrino, il trans Josè Alexander Vidal Silva detto Natalì, oltre a tre spacciatori di droga. Una svolta alle indagini che potrà chiarire una volta per tutti gli aspetti oscuri di questo scandalo che ha coinvolto Marrazzo, che nel frattempo in questo anno e mezzo ha lasciato la politica ed è stato abbandonato dalla moglie.
Associazione per delinquere, omicidio volontario aggravato, concussione, violazione della legge sulla droga, perquisizioni illegali, rapina e favoreggiamento i reati indicati nei 26 capi d’accusa depositati dai magistrati romani: di particolare gravità è l’imputazione ai presunti estorsori di Marrazzo, i carabinieri che ‘con la minaccia di gravi conseguenze hanno costretto Marrazzo a compilare e a consegnare loro tre assegni dell’importo complessivo di 20 mila euro‘ e inoltre si sarebbero ‘impossessati di cinquemila euro di proprietà in parte di Marrazzo in parte di Natalì‘. I carabinieri indagati, sempre secondo l’accusa, ‘si sarebbero procurati indebitamente immagini attinenti alla vita privata di quanti si trovavano nell’appartamento, e avrebbero detenuto un quantitativo non esattamente determinato di cocaina che dapprima riprendevano nel video realizzato e di cui poi si impossessavano omettendone il sequestro‘.
Una brutta storia questa legata all’ex Governatore, che ha visto anche morire uno spacciatore, il quale secondo i pm era diventato un testimone scomodo per i carabinieri infedeli, che ne hanno provocato il decesso con una partita di droga tagliata male. Per Marrazzo, che recentemente è stato fermato con un viado a Roma, si preannunciano forse mesi di fuoco in termini di ribalta mediatica, assolutamente non voluta e gradita supponiamo, dopo la sofferenza patita nel recente passato.
mer 02/03/2011 da Giulio Ragni

















